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Piccoli Operatori Economici: l’affidabilità economico-finanziaria mostra un livello di rischio medio, ma potrebbe peggiorare nel 2008
Bologna16/06/2008
Decadimento a 90 giorni

Nel 2007 la rischiosità economico-finanziaria delle microimprese italiane si è attestata a un livello medio, grazie al bilanciamento tra il calo del rischio esogeno (principalmente per il migliore andamento dell’economia nazionale tra fine 2006 e primo semestre 2007)

e la crescita di quello endogeno (per le maggiori difficoltà dei POE a sviluppare una corretta strategia aziendale e mantenere una coerente gestione finanziaria). 

 
L’affidabilità economico-finanziaria complessiva dei Piccoli Operatori Economici (POE) italiani - ovvero le imprese con meno di 10 dipendenti e/o 2,5 milioni di Euro di fatturato - peggiorerà con elevata probabilità nel corso del 2008, soprattutto a causa dell’ulteriore rallentamento della crescita economico-produttiva del Paese iniziato nel quarto trimestre 2007. Ciò potrà condurre gli istituti finanziari del Paese verso una maggior cautela e attenzione nella valutazione di questo comparto di imprese. Questa previsione emerge dall’undicesima edizione dell’Osservatorio sulla Finanza per i Piccoli Operatori Economici, frutto della collaborazione tra CRIF Decision Solutions e Nomisma, che fornisce con cadenza semestrale informazioni strutturate sulle microimprese italiane, analizzandone anche la propensione agli investimenti e l’affidabilità economico-finanziaria e creditizia.

Dall’analisi dell’Osservatorio si evince che, nel corso del 2007, la rischiosità economico-finanziaria dei POE si è attestata a un livello medio, addirittura in lieve riduzione rispetto all’anno precedente.
A questo sostanziale equilibrio hanno contribuito, da un lato, l’andamento dell’economia del Paese nel primo semestre 2007 - decisamente migliore rispetto alla chiusura dell’anno - che ha determinato una riduzione del rischio esogeno (il rischio di fallimento della microimpresa derivante dall’ambiente economico in cui svolge la propria attività), mentre hanno inciso negativamente le maggiori difficoltà dei POE a sviluppare una corretta impostazione strategica aziendale e mantenere coerenza nella gestione finanziaria, determinando un innalzamento del rischio endogeno (il rischio connesso all’adeguatezza e alla coerenza del comportamento dell’operatore rispetto alle dinamiche di mercato in cui è inserito).

Affidabilità e rischio economico-finanziario dei POE. Confronto 2006-2007

Affidabilità e rischio economico-finanziario dei POE. Confronto 2006-2007
Fonte: Osservatorio CRIF Decision Solutions - Nomisma sulla Finanza per i Piccoli Operatori Economici, vol.11


Per quanto riguarda il rischio di credito, il tasso di sofferenza dei POE, a dicembre 2007, si è attestato al 4,3%, in leggera diminuzione rispetto a 12 mesi prima (4,5%). Anche i tassi di insolvenza leggera e grave (rispettivamente 3,7% e 1,6% a fine 2007) hanno confermato una sostanziale stabilità, tanto che nel complesso degli ultimi 24 mesi non hanno subito oscillazioni significative.

Analizzando l’andamento dei tassi di decadimento - indici di rischio di tipo dinamico che danno una misura delle nuove sofferenze nell’ultimo anno di rilevazione - emerge invece un significativo peggioramento, di oltre 40 basis point, del tasso di decadimento a 90 giorni, evidenziando che nuove controparti (posizioni creditizie relative a imprese POE in bonis 12 mesi prima) hanno manifestato i primi segnali di difficoltà/ritardo di pagamento. Inoltre, l’andamento crescente del tasso di decadimento a 90 giorni si riconferma anche sul tasso di decadimento a 180 giorni, che registra un rialzo di quasi 20 basis point attestandosi sul valore più alto degli ultimi 12 mesi. Un fenomeno che evidenzia come, rispetto al portafoglio crediti alle imprese in bonis di 12 mesi prima, a dicembre 2007 vi sono nuove posizioni in sofferenza.


Rischio di credito dei POE: evoluzione dei tassi di decadimento 2005-2007

Rischio di credito dei POE: evoluzione dei tassi di decadimento 2005-2007

Fonte: Osservatorio CRIF Decision Solutions - Nomisma sulla Finanza per i Piccoli Operatori Economici, vol.11


A livello territoriale, le regioni del Mezzogiorno restano ancora quelle in cui i POE vanno considerati con maggiore cautela: in particolare le microimprese di Basilicata, Puglia e Calabria registrano i valori di rischio economico-finanziario complessivo più elevati, anche a causa del maggior rischio esogeno ad esse associato. Al contrario, sono i POE di Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Piemonte, Toscana e Trentino Alto Adige a mostrare un livello di affidabilità maggiore e quindi minore rischiosità economico-finanziaria. Ciò è dovuto sia alle migliori condizioni di crescita prospettica dell’economia in tali aree - che definisce una minor livello di rischio esogeno - sia da una più solida capacità imprenditoriale di tali operatori - che determina un minore livello di rischio endogeno complessivo.

Sempre a livello territoriale, per quanto riguarda il rischio di credito si registra un lieve calo dei tassi di sofferenza per i POE del Sud e Isole e del Centro, mentre nelle macroaree storicamente meno rischiose (Nord-Est e Nord-Ovest) gli indici rimangono stabili o addirittura in lieve peggioramento. La macroarea meno “virtuosa” rimane comunque quella del Sud e Isole, che si attesta a dicembre 2007 a un tasso di sofferenza del 5%, seguita dal Centro (4,7%), dal Nord-Ovest (3,9%) e dal Nord-Est (3,8%). Va evidenziato tuttavia un innalzamento del tasso di decadimento a 180 giorni in tutte le macroaree, che suggerisce una maggior cautela e maggiore attenzione nella valutazione dei POE anche nelle aree storicamente meno rischiose, come il Nord-Est, dove il tasso si attesta a dicembre 2007 al 2,1%, in linea con il Centro (2,1%) e superiore al Nord-Ovest (1,9%) anche se ancora lontano dal tasso registrato nel Sud e Isole (2,6%).

A livello settoriale, i profili di rischio economico-finanziario inferiori, che determinano quindi una maggiore affidabilità dei POE, sono registrati dai POE nei settori della meccanica, dell’elettronica, della lavorazione metalli, dei servizi privati e del turismo. Le condizioni economiche di tali comparti hanno segnato infatti migliori performance complessive, a cui si sono associate più coerenti strategie imprenditoriali rispetto agli operatori attivi negli altri settori economico-produttivi del Paese. Dall’altro lato, i POE che operano nei comparti del commercio, dell’agricoltura e dei trasporti dovrebbero essere considerati invece con maggiore cautela, dal momento che il rischio esogeno ad essi associato è risultato relativamente maggiore.

Per quanto riguarda il dettaglio settoriale del rischio di credito, l’andamento del tasso di sofferenza sui macrosettori registra una sostanziale stabilità, con la sola eccezione del settore delle costruzioni che evidenzia una lieve crescita. Il tasso di sofferenza per questo comparto, a dicembre 2007, si attesta al 4,8%. Come già evidenziato, i dati di flusso rilevati a dicembre 2007, e sintetizzati nei tassi di decadimento a 90 e 180 giorni, forniscono un segnale di peggioramento generalizzato della qualità del credito ai POE ed esteso anche a settori, come quello delle costruzioni, che negli ultimi anni hanno goduto di un andamento favorevole. A tal proposito, infatti, il tasso di decadimento a 180 giorni del comparto raggiunge a dicembre 2007 il valore di 2,72%, contro il 2,46% registrato a settembre dello stesso anno.
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