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Nello specifico, accade che l’istituto di credito accetta la richiesta di un finanziamento sulla base della falsa documentazione presentata, in genere corredata da una buona storia creditizia, e di una perizia che riconosce all’immobile portato a garanzia una stima proporzionata all’importo del mutuo richiesto, ma che in realtà si rivela significativamente superiore - anche fino a tre volte - al reale valore del bene. Ovviamente il richiedente non rimborsa le rate del mutuo e così la banca si trova a non essere tutelata da una garanzia ipotecaria sufficiente a coprire il credito concesso e a doversi rivalere su un immobile il cui valore reale è nettamente inferiore al finanziamento erogato. La frode ipotecaria, che si basa sulla falsificazione dell’identità e delle informazioni utili per la valutazione dell’affidabilità del soggetto, è spesso resa possibile dal diretto coinvolgimento di un perito che attesta una stima molto più elevata rispetto all’effettivo valore di mercato della garanzia. Inoltre, la frode ipotecaria è correlata proprio alla insufficiente attenzione posta sui soggetti terzi impiegati come intermediari, spesso non sufficientemente qualificati quando non direttamente coinvolti nella truffa. Diventa, quindi, uno strumento di prevenzione delle frodi anche l’accertamento delle reali competenze e dell’attendibilità dei professionisti che forniscono agli istituti di credito le informazioni determinanti in fase di accettazione delle richieste di mutuo, come la stima del valore degli immobili. Il fenomeno della mortgage fraud ha già assunto proporzioni considerevoli negli Stati Uniti, dove la crescita dei pignoramenti e delle procedure di vendita forzata, conseguenti a frode immobiliare, ha contribuito al deprezzamento degli immobili. La gravità del problema e i riverberi negativi sul settore dei mutui sono tali da rendere questo fenomeno oggetto di costante monitoraggio da parte dall’FBI (Federal Bureau of Investigation) con la collaborazione di organismi pubblici e privati impegnati a contrastarne la rapida espansione. In Italia la crescente rilevanza del problema è stata confermata dai casi di cui anche i media hanno recentemente dato notizia, che hanno visto il coinvolgimento di agenti immobiliari, intermediari finanziari e liberi professionisti (periti, geometri, architetti) incaricati della stima immobiliare. Per contrastare questo fenomeno CRIF ha sviluppato una soluzione per la valutazione degli immobili che si avvale di una rete di professionisti esperti, attentamente selezionati, qualificati e ulteriormente formati, su cui viene effettuato un controllo per l’affidabilità delle valutazioni fornite. In tal modo gli istituti di credito sono tutelati dal rischio di comportamenti scorretti o fraudolenti nella stima del valore degli immobili e viene garantita la qualità del servizio fornito. Inoltre, CRIF è attivamente impegnata nel contrasto al fenomeno dei furti e delle falsificazioni d’identità – i cosiddetti Identity Crimes - e mette a disposizione una gamma di soluzioni per la prevenzione.
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