Skip Navigation Links
Home
Chi Siamo
News
Contatti
Lavora con noi
Mappa
Privacy
Nel mondo:
::Benvenuto! Sei in:
 
Soluzioni business per:
Banche e Finanziarie
La tua impresa
Le Assicurazioni
I Confidi
Soluzioni personali per:
 I Consumatori
 
 
Ricerca nel sito
OK >
 
 
CRIF invitata per una audizione dal Comitato Parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen
16/01/2008
A fronte della riconosciuta esperienza maturata nella gestione di sistemi di informazioni creditizie e nelle analisi del mercato del credito alle famiglie e alle imprese, CRIF è stata invitata per una audizione dal Comitato Parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen, di vigilanza sull’attività Europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione e di inclusione finanziaria.
 

Nello specifico, CRIF ha presentato una relazione sui “Comportamenti Finanziari e Creditizi della società multietnica”, nella quale ha esposto una fotografia aggiornata e puntuale del mercato del credito alle famiglie in Italia e della correlata rischiosità. Il quadro che emerge è quello di un Paese che – pur presentando ancora oggi indici di indebitamento tra i più contenuti a livello europeo con una forte vocazione al risparmio da parte delle famiglie – vede emergere il rischio di un non adeguato utilizzo dello strumento dell’accesso al credito come leva per l’inclusione sociale delle fasce più deboli della popolazione, tra cui le famiglie consumatrici e produttrici immigrate.

Per quanto riguarda i comportamenti finanziari e creditizi delle famiglie e delle imprese immigrate, infatti, si rileva che il sistema bancario e finanziario italiano sta servendo questo nuovo segmento di mercato con servizi e prodotti dedicati e che si sta configurando un rapporto evoluto fra richiedenti e istituti di credito. È però opportuno tenere sotto controllo il profilo di rischio creditizio delle imprese immigrate in quanto, come dimostrano gli indicatori di sistema, esso è sopra la media generale.

Ancora più rilevante è il tema dell’accesso al credito: la mancanza di “storia creditizia” di questa fascia di popolazione rischia, infatti, di limitare l’efficacia della leva del credito come strumento di inclusione sociale.

“Per quella fascia di popolazione, nella quale ricadono gli immigrati, che presenta bassi redditi, poche o nulle garanzie da prestare e non ha una storia di credito – ha sottolineato Enrico Lodi, Direttore di Credit Bureau Services di CRIF -  l’accesso al credito può essere facilitato, a costo zero per il Paese,  attraverso la riduzione delle “asimmetrie informative”: è sufficiente, in assenza di una pregressa “credit history” del richiedente il credito, mettere a disposizione della istruttoria di credito (come già accade in altri Paesi europei) le informazioni non tradizionali, derivanti dal pagamento di bollette e di servizi, per disporre comunque di un quadro dell’indebitamento e della regolarità di pagamento del richiedente, capace di orientarne la valutazione del merito creditizio”.

Non procedere in questa direzione, a costo zero per il Paese, attraverso la revisione di alcune restrizioni di carattere normativo sulla disponibilità delle informazioni, non sarebbe nell’interesse né dei prenditori né dei datori di credito, costituendo un freno all’inclusione sociale e finanziaria, che si traduce in un rallentamento del processo di sviluppo familiare e professionale e in un’accentuazione dell’emarginazione sociale per quelle categorie di soggetti già spesso svantaggiate.

Versione stampabile
 

-------------------------  © Copyright  2008 - CRIF  SpA  -------------------------